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Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire lo zucchero lattosio a causa di una carenza dell’enzima digestivo lattasi; ciò comporta diarrea e crampi addominali. L’intolleranza al lattosio è causata da una carenza dell’enzima lattasi. I sintomi nei bambini includono diarrea e scarso aumento di peso, mentre i sintomi negli adulti includono meteorismo e crampi addominali, diarrea, flatulenza e nausea. Ai fini della formulazione della diagnosi, è necessario capire che i sintomi insorgono dopo il consumo di prodotti caseari e possono essere confermati con un test del respiro all’idrogeno.

Il trattamento prevede l’assunzione di enzimi lattasi integrativi e l’astensione dal consumo di lattosio, in particolare contenuto nei prodotti caseari. Il lattosio, lo zucchero principale presente nel latte e in altri prodotti caseari, viene scisso dall’enzima lattasi, che è prodotto dalle cellule della mucosa interna dell’intestino tenue. La lattasi scinde il lattosio, uno zucchero complesso, nei suoi due componenti, glucosio e galattosio. Questi zuccheri semplici vengono successivamente assorbiti nel torrente ematico attraverso la parete intestinale.

In caso di deficit di lattasi, il lattosio non può essere digerito e assorbito. L’elevata concentrazione di lattosio che ne consegue richiama i fluidi nell’intestino tenue, provocando diarrea acquosa. Il lattosio passa quindi nell’intestino crasso, dove viene fermentato dai batteri, producendo gas che causano flatulenza, gonfiore e crampi addominali.

L’allergia al latte vaccino è diversa dall’intolleranza al lattosio. Diversamente all’intolleranza al lattosio, l’allergia al latte vaccino non implica l’incapacità di digerire correttamente il latte, bensì una risposta del sistema immunitario scatenata dalle proteine contenute nel latte. L’allergia al latte vaccino colpisce generalmente i bambini.

Cause dell’intolleranza al lattosio

I livelli di lattasi sono elevati nei neonati e questo consente loro di digerire il latte. Tuttavia, nella maggior parte dei gruppi etnici (l’80% della popolazione di razza nera e degli ispanici, oltre il 90% degli asiatici), i livelli di lattasi si riducono dopo lo svezzamento. Tale diminuzione implica che negli anni successivi e anche in età adulta, questi gruppi etnici non sono in grado di digerire elevate quantità di lattosio.

Tuttavia, l’80-85% delle popolazioni di razza bianca del nordovest europeo produce lattasi per tutta la vita ed è pertanto in grado di digerire il latte e i prodotti caseari da adulti. Pertanto, per la composizione etnica della popolazione degli Stati Uniti, è probabile che circa 30-50 milioni di statunitensi siano intolleranti al lattosio. È interessante notare che questa “intolleranza” sia in realtà la norma per oltre il 75% della popolazione mondiale.

Una temporanea intolleranza al lattosio può svilupparsi quando un disturbo, come un’infezione intestinale, danneggia la mucosa dell’intestino tenue. Quando i soggetti si riprendono da questi disturbi, sono in grado di digerire nuovamente il lattosio. Possono anche presentarsi intolleranze ad altri zuccheri, ma sono relativamente rare. Ad esempio, una carenza dell’enzima sucrasi impedisce il metabolismo del saccarosio e il suo assorbimento nel torrente ematico, mentre una carenza degli enzimi maltasi e isomaltasi impedisce il metabolismo e l’assorbimento dello zucchero maltosio nel torrente ematico.

Sintomi dell’intolleranza al lattosio

I soggetti con intolleranza al lattosio di solito non riescono a tollerare il latte e altri prodotti caseari, che contengono lattosio. Gli adulti sviluppano solitamente i sintomi solo dopo aver consumato 250-375 millilitri di latte. Alcuni soggetti riconoscono in epoca precoce che il latte e altri prodotti caseari causano disturbi gastrointestinali e, consciamente o inconsciamente, evitano tali alimenti. Un bambino intollerante al lattosio ha diarrea e può non aumentare di peso se il latte fa parte della dieta.

Un adulto può presentare meteorismo e crampi addominali, diarrea acquosa, flatulenza, nausea, rumori intestinali auscultabili (borborigmi) e un urgente bisogno di evacuare tra 30 minuti e 2 ore dopo l’assunzione di alimenti contenenti lattosio. In alcuni soggetti, una grave diarrea può impedire l’appropriato assorbimento delle sostanze nutritive, poiché queste sono espulse dall’organismo troppo rapidamente. Tuttavia, i sintomi che derivano dall’intolleranza al lattosio sono di solito lievi. Al contrario, i sintomi che derivano dal malassorbimento in caso di celiachia , sprue tropicale e infezioni dell’intestino sono più gravi.

Allergia al latte vaccino

Nei bambini affetti da allergia al latte vaccino si sviluppano inoltre sintomi dopo il consumo di latte o prodotti caseari. Tuttavia, questa sintomatologia, come prurito, eruzioni cutanee e/o rantolo, presenta generalmente analogie con altre reazioni allergiche. In alcuni casi il bambino evidenzia sintomi a carico del tratto digerente, come vomito, dolore addominale e, raramente, diarrea. L’allergia al latte vaccino è rara negli adulti e può causare anche vomito e sintomi di reflusso esofageo.

Diagnosi di intolleranza al lattosio

Il medico sospetta l’intolleranza al lattosio quando un soggetto presenta sintomi dopo aver consumato prodotti caseari. Se un periodo di prova con una dieta priva di prodotti caseari di 3-4 settimane elimina i sintomi, e questi ultimi compaiono di nuovo quando il soggetto consuma prodotti caseari, la diagnosi è confermata.

Test specifici sono raramente necessari, ma, in alcuni pazienti, i medici confermano la diagnosi con un test del respiro all’idrogeno, ovvero un test di 4 ore, che prevede il consumo di una piccola quantità misurata di lattosio. Prima e dopo il consumo di lattosio, si misura la quantità di gas idrogeno nel respiro del paziente ad intervalli di 1 ora, poiché i batteri intestinali producono idrogeno quando digeriscono lattosio non assorbito. Se la quantità di idrogeno nel respiro aumenta significativamente dopo il consumo di lattosio, il paziente è intollerante al lattosio.

Il test di tolleranza al lattosio è un esame alternativo, meno sensibile, che oggi si esegue raramente. Dopo il consumo di una quantità misurata di lattosio, i medici monitorano i sintomi del paziente e ne misurano i livelli di glucosio nel sangue più volte. I soggetti che riescono a digerire il lattosio non sviluppano sintomi e i livelli di zucchero nel sangue aumentano. Chi non riesce a digerire il lattosio sviluppa diarrea, meteorismo addominale e fastidio nell’arco di 20-30 minuti e il livello di glucosio nel sangue non aumenta.

L’intolleranza al lattosio si può controllare attraverso la dieta evitando i cibi contenenti lattosio, soprattutto i prodotti caseari. Lo yogurt è spesso tollerato perché contiene naturalmente lattasi prodotta da Lactobacilli. Il formaggio contiene quantità di lattosio inferiori rispetto al latte ed è spesso tollerato, in base alla quantità assunta.

I soggetti che devono evitare i prodotti caseari devono assumere integratori di calcio per prevenirne la carenza. Gli integratori di enzima lattasi sono disponibili senza prescrizione medica e possono essere assunti quando si mangiano o bevono prodotti contenenti lattosio.

Test intolleranza al lattosio di origine genetica

Il test genetico indica se il soggetto è predisposto o meno a sviluppare una riduzione dell’attività dell’enzima lattasi. Predisposti significa che c’è la possibilità di sviluppare l’ipolattasia nel corso della vita. Il test genetico è indicato nei soggetti che presentano sintomatologia e/o familiarità (o h2-breath test positivo). Risulta essere una metodica non invasiva e veloce presentando risultati certi circa il rischio di sviluppo dell’intolleranza al lattosio. Per l’estrema semplicità del prelievo la sua esecuzione è indicata soprattutto nei bambini in cui il Breath test può essere difficile effettuarlo.

Inoltre ha un’estrema affidabilità e ripetibilità (100%). Questo tipo di analisi permette di distinguere tra l’intolleranza al lattosio di origine genetica, tipica dell’età adulta, e la forma indotta secondariamente (deficit secondario) in conseguenza di altre patologie per deficit di lattasi dovuto a danno della mucosa intestinale in seguito a gastroenteriti, alcolismo cronico, celiachia, disordini nutrizionali, terapie farmacologiche o interventi chirurgici, evitando falsi positivi/negativi e il sottoporsi da parte del paziente ad analisi particolarmente invasive come la biopsia intestinale o impegnative come il breath test.

Chiunque può sottoporsi all'esame, non ci sono controindicazioni. Il test non richiede particolari regole di preparazione. Come nella maggior parte degli esami del sangue, il paziente può presentarsi presso il nostro Laboratorio in qualsiasi ora della mattina e previo appuntamento nel pomeriggio.

Per avere ulteriori chiarimenti puoi contattarci ai numeri di telefono: (+39) 0984 28165 / (+39) 0984 28941

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