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Giovedì, 21 Ottobre 2021

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Allergie ai detersivi per il bucato

Allergia ai detersivi? Che si tratti dei detergenti utilizzanti per lavare i piatti o per quelli da bucato, le reazioni allergiche, cutanee ma non solo, sono un’eventualità più frequente di quanto si pensi. Nell'ultimo decennio abbiamo assistito a una crescente preoccupazione riguardo ad alcuni prodotti per la casa, come i detersivi per il bucato, a causa dell'elevata concentrazione di sostanze chimiche aggressive che contengono o e di come potenzialmente potrebbero mettere a repentaglio la nostra salute.

Un problema comune, quando si tratta di detersivi, è la loro capacità di innescare reazioni cutanee, come la dermatite da contatto che è causata dall'esposizione della pelle a una sostanza estranea aggressiva.

Quindi, come possiamo capire se il nostro detergente va bene? Controllando gli allergeni contenuti e verificando come possono entrare in conflitto con la pelle e cosa si può fare per evitarlo. In che modo il detergente può influire negativamente sulla pelle? Il problema è che molti detergenti contengono sostanze chimiche tossiche, conservanti, profumi e coloranti artificiali che possono danneggiare la pelle o aggravare allergie cutanee e dermatiti.

Come possiamo determinare se il problema è il detersivo? Comprendere la causa non è semplice, il consiglio è quello di verificare prima di tutto di non aver modificato le proprie abitudini alimentari e cosmetiche. L'allergia da contatto a un ingrediente si può sviluppare in un determinato momento.

Avete mai pensato al fatto che indossiamo letteralmente i detersivi che usiamo per il bucato? E che ogni giorno veniamo in contatto diretto con quelli destinati alla pulizia di cucina, bagno, mobili, pavimenti, auto e moto (ovvero a materiali inerti) e non certo alla nostra pelle (che è viva e sensibile)?

La Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (S.I.D.A.P.A) dichiara che “l’incidenza della dermatosi in ambito professionale risulta molto elevata, rappresentando il 90% circa di tutte le affezioni cutanee occupazionali. La patologia in questione può avere natura irritante (dermatite da contatto irritante - DC) o natura allergica (dermatite allergica da contatto - DAC)”.

I detersivi e i prodotti per la pulizia domestica, che contengono elementi ubiquitari e allergenici come il nichel, ne sono i maggiori responsabili.

Infatti la categoria professionale più interessata da patologie allergiche della pelle è quella chi si occupa di pulizie domestiche. La dermatite allergica da contatto si manifesta al suo insorgere (fase acuta) con prurito, edema (gonfiore cutaneo localizzato), eritema (arrossamento) e con la comparsa di piccole vescicole la cui rottura, spontanea o provocata da grattamento, esita in lesioni crostose.

Le manifestazioni cutanee sono inizialmente limitate alla sede di contatto con le sostanze allergizzanti (apteni); successivamente, soprattutto in seguito al mancato allontanamento dell’agente responsabile, è frequente la diffusione delle lesioni sia in aree limitrofe che a distanza, fino ad interessare, nei casi più gravi, la quasi totalità della superficie cutanea. Il protrarsi dell’infiammazione, in seguito a ripetuti contatti con l’aptene, comporta la cronicizzazione (fase cronica) della dermatite con comparsa di desquamazione cutanea nonché di fissurazioni dolorose.

Non si può affermare che si possa guarire dalla dermatite allergica da contatto, poiché non esiste alcun farmaco in commercio a tal fine idoneo. È invece importante attuare un’efficace prevenzione sia in ambito professionale che extra-professionale, riducendo il contatto con le sostanze allergizzanti ed evitando di conseguenza la comparsa di recidive della dermatite.

In altre parole, l’unico modo per non fare insorgere reazioni cutanee e bloccare e far regredire quelle in atto è interrompere il contatto con le sostanze allergizzanti.

I detersivi si indossano: scegliamo quelli giusti
Lenzuola, biancheria intima, abiti: nonostante il risciacquo, gli agenti chimici dei detersivi rimangono in minima parte legati ai capi che indossiamo, rivelandosi aggressivi sulla pelle e potenzialmente causa di irritazioni e reazioni allergiche: lo sperimentiamo ad esempio molto facilmente quando entriamo in contatto con tessuti lavati con agenti industriali aggressivi (hotel, ospedali, etc.).

Ci sono poi quei detersivi usati direttamente a mani nude, che in un contatto diretto con la pelle aumentano notevolmente il proprio potenziale allergizzante e irritante: sapone per i piatti, i pavimenti, i sanitari, le varie superfici domestiche.

I sintomi

Circa un terzo degli italiani ne soffre. Per loro quando la pelle entra in contatto con un detersivo o con più tipologie di detergenti, ma anche di bagnoschiuma o prodotti per il corpo che contengono sostanze chimiche e tensioattivi, possono esserci brutte sorprese.

In particolare, tra i sintomi più evidenti sulla cute, oltre al prurito persistente e all’arrossamento, si annoverano le vescicole, isolate o diffuse, di piccole o grandi dimensioni e contenenti liquido, le ulcerazioni, la sensazione di bruciore e fastidio intenso. Inoltre, si possono manifestare anche eruzioni cutanee dai diversi volti: pomfi dalle sfumature rossastre e dalla forma vagamente circolare, simili a foruncoli, al risultato delle punture di zanzara o all’eritema, ma anche strisce rosse, leggermente infiammate e pruriginose.

Il tutto se la reazione allergica scatenata dai detersivi è solo sulla pelle e provoca la dermatite da contatto. In altre eventualità, soprattutto se i soggetti soffrono di altre allergie respiratorie o di asma, l’odore forte e intenso dei detergenti, soprattutto di quelli utilizzati per igienizzare e pulire le superfici di casa, dal bagno ai pavimenti, contenenti alcool e ammoniaca, può causare dei problemi respiratori e delle crisi asmatiche.

Cosa fare

Un consiglio, che più che come un rimedio suona come una regola di prevenzione, dedicato a chi soffre già di allergie ai metalli: per evitare ulteriori rischi e reazioni allergiche impreviste, meglio evitare di maneggiare i detersivi in polvere sia per la pulizia della casa che per il bucato, che possono contenere, complici i contenitori in cui solitamente vengono stoccati, tracce di metalli come nichel o cobalto.

Oltre ai test allergici, per individuare con precisione l’allergene responsabile, e la contestuale visita dallo specialista allergologo, che prescriverà, se necessario, cure a base di farmaci antistaminici o pomate lenitive per uso topico, meglio scegliere con cura anche i detersivi per tenere alla larga le manifestazioni allergiche. In particolare, meglio optare per i mille diversi alleati naturali per la pulizia della casa, dall’aceto al bicarbonato di sodio.

 

 

 

 

 

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