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Primavera in salute, attenzione alle allergie dei bambini

Lunedì, 18 Febbraio 2019 12:55
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Si sta avvicinando la primavera e prima o poi arriveranno anche le belle giornate, con sole e aria calda a invogliare i bambini a giocare all'aperto. Per qualcuno, però, stare fuori potrebbe diventare un problema. Colpa dei pollini, che in primavera cominciano ad "affollare" l'aria, e che nei soggetti predisposti possono provocare una fastidiosa rinite allergica. In Italia ne soffrono 18 milioni di persone, un milione e 200 mila sono bambini. Ma possiamo godere della primavera senza dimenticare, però, la sicurezza dei nostri bambini che, dopo un lungo inverno passato a casa, sono naturalmente più esposti a imprevisti di ogni genere.

Uno dei problemi più comuni in questo periodo è l’allergia ai pollini, i sintomi sono noti: starnuti, respiro affannoso, naso che cola e prurito agli occhi e alla gola. Anche bambini non allergici possono sviluppare in qualsiasi momento un’allergia stagionale ma con un po’ di attenzione non è difficile riconoscerne i sintomi. Con l'inizio della primavera, l'aumento della temperatura, la presenza di vento e il clima secco, nei bambini allergici l'impollinazione può provocare disturbi fastidiosi come prurito, rossore agli occhi e starnuti. Non dobbiamo trascurare questi sintomi: a prima vista possono sembrare la conseguenza di un banale raffreddore, ma se persistono occorre il parere del pediatra. È facile infatti che, se trascurati, diventino cronici, trasformandosi in disturbi più seri: sinusite, crisi d'asma e difficoltà respiratorie.

Ecco i segnali da tenere d'occhio:

  • Starnuti: si presentano in rapida successione, con lacrimazione e prurito al naso.
  • Congiuntivite: è l'infiammazione della membrana che riveste la cavità dell'occhio dei bambini (orbita) e la parte interna delle palpebre, cui seguono lacrimazione e fastidio alla luce.
  • Secrezione continua del naso, che porta i bambini a soffiarselo spesso, irritando così la pelle.
  • Mal di testa frequente
  • Tosse secca e abbassamento della voce.
  • Asma: non è raro che il polline, raggiungendo i bronchi, sviluppi l'infiammazione anche in questa sede e così, oltre ai disturbisopra indicati, si ha talvolta un aggravamento con tosse secca e difficoltà a far uscire l'aria, al tal punto da avvertire dei sibili nell'espirazione.

Se sai di avere bambini che soffrono di allergie, tra marzo e giugno ricorda questi suggerimenti.

  • Limita il tempo che trascorrono all'aperto nelle ore centrali della giornata.
  • Viaggia in auto con loro tenendo i finestrini chiusi.
  • Fai loro indossare la mascherina e occhiali da sole durante le passeggiate in bicicletta.
  • Tieni le finestre chiuse nella stanza in cui dormono.
  • Evita i luoghi dove è stata da poco tagliata l'erba.
  • Fai loro la doccia e lava i capelli ogni giorno.

Che cosa sono i pollini?

I pollini sono minuscoli granellini che permettono alle piante di riprodursi. Durante il periodo di impollinazione - che in Italia va in genere da marzo a luglio - vengono trasportati dal vento, dagli insetti e dall'acqua. Per questo, in primavera e in estate sono presenti nell'aria in concentrazioni elevate, soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose. In soggetti predisposti, i pollini provocano la comparsa di reazioni allergiche. Sono cioè potenti allergeni. Sono soprattutto i pollini molto piccoli, tendenzialmente invisibili, a provocare questa reazione.
Tra le piante responsabili di emettere pollini allergenici ricordiamo il cipresso, l'ulivo, la mimosa, la parietaria, l'ambrosia, le graminacee. Ma anche le betulle, i noccioli, i faggi e le querce.

Quali sono i sintomi dell'allergia da pollini?

Sono sintomi di tipo respiratorio, per certi versi simili a quelli del raffreddore: prurito al naso, starnuti frequenti, naso che cola (con secrezioni in genere più liquide rispetto a quelle del raffreddore virale), occhi gonfi che lacrimano, tosse. Può esserci anche prurito agli occhi e congiuntivite, che crea difficoltà a guardare la luce. In questi casi si parla espressamente di rinite allergica. Nei casi più gravi, infine, si può arrivare all'asma bronchiale. Poiché non tutte le piante emettono pollini nello stesso momento, il periodo dell'anno in cui iniziano a manifestarsi i sintomi dipende dal tipo di polline al quale si è allergici: per qualcuno può essere l'inizio della primavera, per altri un po' più avanti.

Secondo alcune indagini, le allergie stagionali sono associate a una riduzione del rendimento scolastico di bambini e ragazzi che, nel periodo critico, tendono a dormire male e ad avere difficoltà di concentrazione, con relativa difficoltà a seguire le lezioni e a fare i compiti. Ma oltre ai pollini, ci possono essere altre cause per la rinite allergica. Altri allergeni che possono scatenare questo tipo di reazione sono le spore di alcuni funghi, responsabili anch'esse di una rinite stagionale, in genere estiva, il pelo degli animali domestici e gli acari della polvere. In questi ultimi casi la rinite può protrarsi per tutto l'anno.

Se si sospetta un’allergia, conviene far visitare il bambino, su consiglio del pediatra curante, dall’allergologo. La verifica avviene in genere tramite un semplice test cutaneo, il prick test, in cui in pratica vari allergeni vengono messi in contatto con la pelle del bambino, per poi valutare eventuali reazioni. Solo in casi particolari si effettua un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi contro determinati allergeni.

Come si cura l'allergia?

Evitare il più possibile l’allergene
Nel caso di allergie ad acari della polvere o al pelo di animali domestici, questo è relativamente semplice. Se invece il problema è una rinite allergica da pollini la situazione è più complicata: è infatti praticamente impossibile evitare del tutto i pollini, che circolano liberi nell'aria. Si possono tuttavia evitare le situazioni più critiche - per esempio una gita in campagna in una giornata assolata e ventosa - e prendere qualche accorgimento per ridurre l'esposizione, come tenere chiusi i finestrini dell'auto.

La terapia farmacologica
Per attenuare i fastidi, i farmaci che funzionano meglio sono i cortisonici in spray per via nasale. Il loro utilizzo però deve essere limitato allo stretto necessario, poiché il cortisone potrebbe dare effetti collaterali. Una buona alternativa sono gli antistaminici per bocca, da utilizzare per tutto il periodo della manifestazione sintomatica. Entrambi i tipi di farmaci devono essere assunti solo dietro indicazione dello specialista allergologo.

L'immunoterapia specifica
Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi, la terza soluzione è fare una immunoterapia specifica, in pratica una sorta di vaccino che prevede di mettere il bambino in contatto con concentrazioni crescenti dell'allergene, per abituare il suo organismo a tollerarlo. Con il tempo, l'esposizione continua all'allergene riduce la produzione degli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche. Il vaccino può essere somministrato per via sublinguale o per iniezione sottocutanea. La terapia però è abbastanza lunga, (almeno tre anni), e prevede dosaggi variabili a seconda del periodo dell’anno e del tipo di allergia, pertanto è una decisione ‘impegnativa’, che i genitori devono concordare attentamente con lo specialista e il pediatra curante.

 

 

 

 

 

 

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